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crt.ecomuseo@gmail.com

ECOMUSEO DEL LITORALE ROMANO

Il Sistema Ecomuseale

 

Il PROGETTO

L’Ecomuseo del Litorale Romano è il primo e unico Sistema Ecomuseale storico-antropologico della Regione Lazio, risultato finale di una vera e propria impresa di ricerca messa in atto dal 1978 da parte di un gruppo indipendente di studiosi del territorio.

Dopo un decennio di indagini, pubblicazioni e altre produzioni culturali e la costituzione di quattro archivi documentali, nel 1988 la CRT inizia la progettazione di un sistema museale territoriale integrato, finalizzato a ricostruire l’identità storica dell’area del Delta Tiberino.

Il progetto originario del Sistema Ecomuseale elaborato dalla CRT fu presentato ai rappresentanti delle istituzioni pubbliche e alla stampa nel 1993. In esso si prevedeva una struttura composta da quattro diversi poli museali diffusi sul territorio del delta tiberino: due di essi previsti nell’area dell’allora XIII Municipio del Comune di Roma (oggi X), altri due nel territorio del Comune di Fiumicino.

Ogni polo sviluppa tematiche in stretto rapporto con una identità specifica del territorio. I quattro poli museali in progetto sono:

1) Polo ecomuseale Laurentino. Da situarsi presso l’antichissima foce del Tevere, nei luoghi teatro delle più antiche vicende umane del litorale, questo polo tratterà i temi primari dell’ambiente naturale e delle origini del Lazio antico.

2) Polo ecomuseale Ostiense. Attivo dal 1994 sviluppa il tema delle grandi trasformazioni fisiche e antropiche del litorale e delle bonifiche idrauliche e agrarie del delta.

3) Polo museale Portuense. Da collocarsi nell’area Fiumicino-Isola Sacra, è finalizzato a rappresentare la vocazione portuale, marinara e aeroportuale del delta dalle origini a giorni nostri.

4) Polo ecomuseale di Maccarese. E’ il secondo Polo realizzato dalla CRT. Il Polo è dedicato alla storia della campagna romana verso il mare e in particolare alle vicende legate al lavoro delle genti per la redenzione del territorio e il suo utilizzo agricolo nel corso degli ultimi due secoli.

Ogni polo rappresenta uno o più temi specifici del territorio ed è raccordato con gli altri poli da percorsi esterni, i Percorsi Interpolari, che permettono la visita ai luoghi di maggior interesse storico-ambientale dell’area litoranea.

Il progetto di massima fu approvato dalla Regione Lazio. Nel 1997 sulla base della legge regionale n.42, l’Ecomuseo è stato riconosciuto di pubblico interesse e di carattere scientifico dalla Regione Lazio che con convenzione ufficiale, lo ha inserito nella Organizzazione Museale Regionale (OMR) nel settore dei musei demoetnoantropologici (Sistema Demos).

L’Ecomuseo è dunque uno dei Poli Demos Regione Lazio per la Provincia di Roma (Comuni di Roma e di Fiumicino) e polo di riferimento per i temi “Lavoro: Coloni e Bonifiche” e ”Territorio”.

Il Polo Ostiense, inaugurato nel 1994, è stato completato negli anni successivi sperimentando soluzioni museografiche innovative. Nel 2010 la CRT ha inaugurato il Polo Ecomuseale di Maccarese (o Aurelio) sito nel Castello San Giorgio.

Nel 2015 la CRT ha sviluppato il programma di fondazione del Sistema Ecomuseale del Litorale Romano che allo stato attuale è costituito dai seguenti elementi: il Polo Ostiense, il Polo di Maccarese, LEDA Laboratorio di Didattica Ambientale, Biblioteca, Mediateca, 4 Archivi (Fotografico, Audiovisivo, Cultura Materiale, Centro di Documentazione), 2 sale per videoproiezione, Bookshop, Percorsi Interpolari nell’area del X Municipio e del Comune di Fiumicino (consultabili attraverso la Videoguida ai Beni Culturali e Ambientali del Litorale Romano).

 

I LUOGHI, LE REALIZZAZIONI

Malgrado le notevoli difficoltà incontrate nel lungo percorso di realizzazione dell’opera (scarsa conoscenza del tema specifico presso enti e istituzioni dato che il movimento ecomuseale era agli inizi, complessità del progetto, notevoli costi di impianto e di gestione…), la piccola cooperativa è riuscita comunque a realizzare in proprio il primo e il quarto dei poli del sistema museale in progetto, il Polo Ostiense eil polo di Maccarese.

Conformemente ai concetti propri della ecomusealità, il Polo Ostiense è situato nell’area dell’Impianto Idrovoro di Ostia Antica, in località Longarina, ovvero in ambienti d’epoca che sono loro stessi ricettacolo di storia, per essere questa struttura il primo segno dell’antropizzazione contemporanea del territorio.

Le costruzioni, datate al 1884, anno di inizio della bonifica idraulica del delta tiberino, costituiscono nel loro complesso uno dei primi esempi di impianto di sollevamento delle acque, con annesso borgo operaio di campagna, dotato di locali destinati a dormitori per gli operai, depositi di carbone per le macchine, scuola rurale ed altro.

Grazie alla disponibilità e alla collaborazione dell’attuale proprietà del manufatto storico, il Polo di Maccarese, inaugurato nel 2010, è ospitato al piano terreno del Castello S.Giorgio a Maccarese, un tempo appartenente alla famiglia Rospigliosi, successivamente divenuto pertinenza dell’azienda agricola Maccarese.

Le novità museologiche e museografiche presenti nella progettazione e nella realizzazione dell’Ecomuseo derivano direttamente dalle sperimentazioni effettuate dalla CRT fin dagli inizi dei suoi lavori. Metodologie interdisciplinari di ricerca, tecniche multimediali di documentazione e di elaborazione dei dati, utilizzo del mezzo cinematografico e videografico nei processi di raccolta, elaborazione e di presentazione dei documenti.

 

 

 

LE STRUTTURE DI SUPPORTO

L’Ecomuseo dispone di strutture operative di supporto per lo svolgimento di diverse attività istituzionali continuative.

Il LEDA Laboratorio di Educazione alla Didattica Ambientale Avanzata per lo sviluppo di programmi didattici per le scuole di ogni ordine e grado e corsi di formazione per docenti sui temi inerenti la ricerca sul territorio.

La Sala Visioni per la proiezione su grande schermo o su monitor dei film documentari prodotti dalla CRT e delle opere selezionate per la rassegne permanenti di cinema documentario. La sale dispongono di attrezzature in grado di esporre nelle tecniche più varie (videoproiezione, diaproiezione, monitor,…), le immagini fisse e in movimento conservate negli archivi. Nel Polo Ostiense una doppia regia video consente inoltre di inviare segnali audio/video ai venti punti di visione video sparsi lungo i percorsi espositivi del museo.

Il Bookshop, dove sono in vendita pubblicazioni, cd audio, dvd ed altro materiale informativo prodotto dall’Ecomuseo.

 

GLI ARTEFICI

La fondazione dell’Ecomuseo si deve in particolar modo all’opera di Maria Pia Melandri, ricercatrice, cineasta, fondatrice della CRT discendente di una famiglia di bonificatori romagnoli giunta sul litorale romano nell’800, e di Paolo Isaja, cineasta ricercatore e storico del territorio, che dagli anni 70, ha sperimentato l’utilizzo strutturale del cinema documentario nella ricerca sul campo e nella progettazione museografica.

Per il progetto dell’Ecomuseo, Melandri e Isaja sono stati affiancati da Vito Lattanzi, antropologo museale, direttore della Biblioteca del Museo Pigorini di Roma e da Alessandro Cotti, architetto, responsabile del Laboratorio di Progettazione della Facoltà di Architettura dell’Università di Roma.

La realizzazione dell’Ecomuseo si è avvalsa della collaborazione, per la parte grafica e plastica, di Riccardo Pieroni, docente di fotografia all’Istituto Rossellini di Roma.

All’opera hanno dato il loro contributo i soci della CRT, Mauro Pepe, Giovanni Zorzi, Virgilio Brossico, Vittorio Cecoli, Luciano Basciu, Simone Bucri e Lorenzo Iervolino.

Fra i consulenti per le singole sezioni, Piero Bellotti, docente di geologia all’Università di Roma la Sapienza, Mario Coluzzi direttore dell’Istituto di Malariologia dell’Università di Roma La Sapienza.

Preziosa è stata inoltre la collaborazione di altri istituti universitari, musei, studiosi, artisti e di molti donatori privati che hanno offerto materiali documentari, attrezzi e oggetti.

Gli archivi della CRT e i Poli museali devono la loro esistenza grazie anche ai tanti residenti sul territorio che hanno offerto i materiali degli archivi di famiglia e la loro testimonianza personale.

 

ENTI PATROCINANTI E COLLABORANTI

La realizzazione delle diverse sezioni museali è stata possibile grazie al contributo dell’Assessorato Cultura della Regione Lazio e della Sovraintendenza del Comune di Roma ai Beni Culturali.

L’Ecomuseo è riconosciuto dai seguenti enti pubblici e privati, con i quali intrattiene rapporti di collaborazione per la realizzazione delle attività istituzionali: Regione Lazio, Assessorato Cultura e Assessorato Ambiente, Provincia di Roma, Assessorato Cultura, Comune di Roma, Assessorato Cultura e Soprintendenza ai Beni Culturali, Comune di fiumicino, Comune di Ravenna, Lega delle Cooperative della Provincia di Ravenna, Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano.

La Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna della quale la CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio fa parte, partecipa e contribuisce alla realizzazione delle manifestazioni istituzionali ell’Ecomuseo.

Il Polo di Maccarese è stato realizzato grazie alla collaborazione dell’Azienda Maccarese spa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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